Spagna avanti Tutta. Svezia a Ruota.
Giugno 10, 2008
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SPAGNA-RUSSIA 4-1
SPAGNA (4-4-2): Casillas 6; Sergio Ramos 6, Marchena 6, Puyol 6.5, Capdevilla 6; Iniesta 6.5 (63′ Cazorla 6), Senna 6.5, Xavi 6, Silva 6; Torres 7.5 (54′ Fabregas 6.5), Villa 8.5 (77′ Xabi Alonso sv) (A disposizione: Reina, Palop, Albiol, Navarro, Arbeloa, Juanito, Fabregas, Cazorla, Xabi Alonso, De la Red, Sergio Garcia, Guiza). All: Aragones
RUSSIA (4-1-4-1): Aklnfeev 6; Anyukov 5.5, Kolodin 5, Shirokov 5.5, Zhirkov 6; Semak 6; Sichev 5.5 (46′ Bistrov 5, 70′ Adamov 5), Zyriamov 6, Semshow 6 (57′ Torbinski 6), Bilyaletdinov 6; Pavlychenko 6.5 (A disposizione: Malafeev, Gabulov, V.Berezutsky, Yambaev, Ignashevich, A.Berezutsky, Torbinsky, Saenko, Ivanov, Zhirkov, Adamov, Bistrov). All: Hiddink
Arbitro: Plautz (Austria)
Marcatori: 20′, 44′, 75′ Villa (S), 85′ Pavlychenko (R), 89′ Fabregas (S)
Assist: Torres 1 (gol Villa), Iniesta 1 (gol Villa), Fabregas 1 (gol Villa), Shirokov 1 (gol Pavlychenko)Â
Portogallo, Germania, Olanda e, adesso, anche Spagna. Soprattutto Spagna. In attesa di Grecia-Svezia, dopo aver visto all’opera tutte le squadre della 13.ma edizione degli Europei, la squadra di Aragones dimostra di essere la più autorevole candidata al titolo finale. Nemmeno Hiddink, infatti, è riuscito a fermare Torres e compagni. Nemmeno a limitarli, a dire il vero. Una tripletta di Villa (la prima di uno spagnolo in un Europeo) e un gol di Fabregas stendono una Russia priva dei suoi gioielli Arshavin e Pogrebnyak. Non avete ancora scommesso qualche euro sulla vittoria finale? Non è mai troppo tardi…Â
GRECIA-SVEZIA 0-2
Grecia (5-4-1): Nikopolidis 5,5; Seitaridis 5,5, Kyrgiakos 6, Antzos 5,5, Dellas 6 (70′ Amanatidis sv), Torosidis 6; Charisteas 5,5, Basinas 5,5, Katsouranis 6, Karagounis 5,5; Gekas 4,5 (46′ Samaras 5,5). Al. Rehhagel
Svezia (4-3-1-2): Isaksson 6,5; Alexandersson 6 (74′ Stoor sv), Mellberg 6,5, Hansson 6,5, Nilsson 5,5; Svensson 6, Wilhelmsson 6 (76′ Rosenberg sv), Ljungberg 6; Andersson 6; Larsson 5,5, Ibrahimovic 7 (71′ Elmander sv). All. Lagerback
Arbitro: Busacca (Svizzera)
Marcatori: 67′ Ibrahimovic, 72′ Hansson
Ammoniti: Charisteas, Seitaridis, Torosidis
Assist: Larsson per Ibrahimovic
Alla fine è caduto. Ostinato e cupo come quello di Berlino, il muro del tedesco Rehhagel non ha retto all’urto della Svezia.
Dove eravamo rimasti? L’Europeo della Grecia era ricominciato da lì, dalle controverse glorie di Portogallo2004. Il ct prestato al Peloponneso aveva costruito uno schema geniale, nella sua brutale banalità : “Per sorprenderli, continuiamo a giocare come allora”.
Nel primo tempo la Svezia si è arenata. A Salisburgo, il 4-5-1 calcicida dei campioni in carica aveva imbarbarito perfino la fervida fantasia di Ibra, Ljungberg e Larsson. Ma è bastata una magia dell’interista, al 67′, per spezzare le catene che da quattro anni tenevano in ostaggio il calcio continentale. Il gollonzo di Hansson, nel finale, ha dato l’ultima spallata. Il muro è caduto: tutta l’Europa è in festa. Non solo la Svezia.




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