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Cafu e Serginho: Salutano e ringraziano il Milan

Maggio 16, 2008

Champions League o Coppa Uefa che sia, domenica Cafu e Serginho avranno comunque un motivo valido per emozionarsi: come hanno annunciato dai microfoni di Milan Channel, i due brasiliani saluteranno San Siro e il Milan dopo anni di successi.

”Cinque anni fa ho scelto di venire al Milan perche’ sapevo che qui avrei potuto dimostrare tutto quello che avevo precedentemente imparato nel mio passato calcistico - ha detto Cafu - Ho vissuto cinque anni meravigliosi in cui sono riuscito a conquistare tutto. Mi rimarra’ per sempre un ricordo incredibile. Quando sono arrivato nell’estate del 2003, il Milan aveva appena conquistato il titolo di Campione d’Europa nella finale di Manchester ed oggi il Milan e’ ancora per pochi  giorni Campione D’Europa a seguito della finale di Atene”.

”E’ arrivato il momento di partire - ha aggiunto il 38enne esterno- e’ triste, dura, ma sapevo che prima o poi sarebbe arrivata l’ora di tornare a casa, di tornare in Brasile, non so ancora se lì giocherò ancora o smetterò definitivamente. Domenica sara’ la mia ultima partita, non so se il tecnico mi fara’ giocare, io saro’ comunque pronto”. Cafu lascerà anche il campionato italiano: inevitabile un pensiero anche per la Roma e i suoi tifosi:  ”Quello che mi rimarrà’, sia dei tifosi romanisti che di quelli rossoneri -ha concluso - e’ sicuramente uno splendido ricordo”.

Se cinque anni hanno cambiato la vita di Cafu, figurarsi nove in quella di Serginho, arrivato al Milan nel 1999 insieme a Gattuso e Shevchenko. ”A causa dei problemi alla schiena - ha detto il mancino brasiliano- non sono riuscito a ritornare al mio massimo livello, per cui credo sia giunto il momento di salutare la squadra. Ho passato nove anni splendidi e devo ringraziare la societa’, i tifosi per il fantastico ambiente che mi ha accolto qui. Al Milan sono riuscito anche a trovare un pezzo di Brasile in Italia, ed e’ stato stupendo. Domenica sara’ per me un momento difficile perche’ ormai San Siro e’ la mia casa. Tutti gli addii sono difficili, ma io sono tranquillo di avere dato in ogni occasione il cento per cento delle mie possibilita’ e proprio perche’ oggi non posso piu’ dare questo cento per cento, credo che la decisione piu’  intelligente sia quella di andare via”.

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